Una chiamata e poi - Musicandolavita

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Devo ringraziare Chiara per questa canzone di cui non ha solo scritto le parole; io, pur ballando latino americano da una vita, non mi ero mai avvicinato musicalmente ai ritmi latini, ed è merito suo se è sbocciata la voglia di farlo e mi ha portato a questa prima composizione sul ritmo della bachata. E soprattutto mi ha riportato a prendere in mano la mia chitarra ed a sentirla ancora parte di me e della mia musica.

Parole di CHIARA LUCCHINI

UNA CHIAMATA... E POI PER SEMPRE

Sono giorni che mi chiedo fino a quando posso dare, di più.
Sono giorni che mi chiedo fino a dove voglio andare, di più.
Ti ho cercato, ti ho trovato ma chissà perché l’ho fatto,
So che ho aperto la mia porta e fatto entrare il mio passato,
15 anni e forse più ma nel cuore c’eri ancora tu.
Una chiamata, un nome, un ciao,
ed il tuo amore ho ritrovato.
Piango e rido, sogno e spero
e mi chiedo se ci sia poi davvero,
il tuo amore... il tuo amore...
Sei tornata, mi hai abbracciato e tutto il resto non c’è più stato,
so solo che vorrei essere lì con te
Non ci sono colpe, non ho risposte ai miei perché,
so solo che vorrei essere lì con te
Resto immobile in questa prigione, solo tu ne hai la chiave, amore
Ma sei lontana, sei quel che sei, ma è proprio così che ti vorrei
Ti sento mia, anima e cuore, pensieri e gioie, ma non ci sei
Tu sei per lui che non hai mai amato,
tu sei per lui quel che per me non sei stata.
Sempre e per sempre, ti dico ancora,
ma quanto è amara questa parola
Se chiudo gli occhi, lo sai ti sogno,
ma nel mio mondo, mondo reale,
ormai lo so non potrai restare...

Questa canzone ha tutta una sua storia che vale la pena raccontare, incominciata quando io e Chiara ci siamo conosciuti al Jiribilla circa tre anni fa, una sera in cui, se non sbaglio, c'era una lezione di rueda di Jana; Chiara era vestita di rosso scuro ed era immancabilmente accompagnata da Monica e Pietro, gli inseparabili amici di ballo; non ricordo chi altro ci fosse quella sera di una miriade di amicizie che nel tempo si sono aggiunte alle mie conoscenze. Quella sera avevamo ballato una bachata e avevo notato il suo modo di ballare, genuino e disinvolto, con una sorta di grande sintonia con la musica.
Gli incontri sono proseguiti nel tempo, casuali, in quello come in altri locali, dove il ballo era il momento di incontro e le parole scambiate erano poche e solo di saluto e di commiato. Poi una sera ci siamo incontrati al Mangos; era una serata particolare dove venivano suonate solo le basi delle canzoni e dal vivo Oliver, cantante venezuelano, le cantava in un modo strepitoso. Oliver girava per la pista col microfono wi fi e, giunto vicino a noi che ballavamo (Chiara cantava), le piazza il microfono sotto il naso; Chiara, pericolosamente inclinata indietro (non poteva arretrare di più perchè dietro aveva una sedia ed un tavolo), tira fuori tutta la sua voce (conosceva mostruosamente tutte le parole di tutte le canzoni) esibendosi con apparente naturalezza. Ed è così che ascolto la sua voce al microfono, dopo averla sentita tante volte nell'orecchio ballando insieme!

a quel momento ogni sera che ci incontravamo facevamo un passo in più, dalla mia richiesta di scrivere delle parole che avrei musicato, dall'ascoltare lei che cantava i pezzi che ballavamo per poter cogliere il suo timbro e la sua estensione vocale, suscitando i sorrisi di Monica a bordo pista (forse più che sorridere sghignazzava...), dal discutere del soggetto del testo e della trama. Credo che Chiara non ci credesse molto, per cui il testo non arrivava, nel frattempo io provavo a sviluppare il soggetto con parole mie su un ritmo di salsa stroncato sul nascere da lei e dalla sua amica Nadia... Poi un giorno improvvisamente arriva una mail con le parole; non sapevo da che parte incominciare, mi sembrava che non potessero trovare una giusta collocazione in quello che avevo in mente, provavo qualcosa che abortiva miseramente sempre. E poi nasce magicamente la prima strofa, di notte, nella mia stanza della musica, mentre la cantavo la ballavo; e poi miracolosamente sboccia l'inciso e impiego due giorni per tirare fuori qualcosa dalla chitarra; ed alla fine riesco pure a completare la seconda strofa rispettando quasi completamente le parole del suo testo. Ed ecco il risultato.

"Be', adesso ci conto, traducila in Spagnolo così facciamo la versione cantata da me in Italiano e quella cantata da te in Spagnolo !!! Che Cuba ti ispiri...Dopodichè si penserà al video, perchè una canzone che si rispetti deve avere una clip!!! Non ti impressionare, sono fatto così, un po' pazzo ogni tanto, ma se ho un'idea che mi piace, la seguo....Buona notte."
05 aprile 2010

 
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