L'idilliaca stronzata - Musicandolavita

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Racconti e poesie

Verde valle dove puoi correre libero, respirare ed annusare l’odore dell’erba ed il profumo dei fiori, provare un brivido di paura per un rumore alle spalle, salendo piu’ in alto lungo il declivio, e fermarti a riposare con i sensi all’erta.
In questo mondo folle dove tutto vive, sorretto da sottili fili d’amore che si rompono ad un soffio di vento ed allora muori quando ancora vivi.
Brutto, brutto questo inizio di prosa ispirata, con voto assolutamente insufficiente; banale quel “e allora muori quando ancora vivi”, chissa’ in quante canzoni da quattro soldi puoi trovare una frase pressoche’ identica; e poi e’ illogica perche’ come cazzo fai a morire se vivi? E poi la verde valle e’ da Ricchi e Poveri; figurati se la valle non e’ verde. Di che colore vuoi che sia, gialla? E allora perche’ ripetere cose scontate che le avevano scritte persino Battisti-Mogol. E poi certo che il mondo e’ folle, lo sanno tutti, e la gente quando ti saluta al mattino mentre vai a lavorare e’ folle, perche’ non puo’ dirti “buon giorno” proprio mentre vai a lavorare. Lo sa che ti vai a rompere le palle, eppure ti dice buongiorno, e per prenderti ancora piu’ per il culo ti chiede anche se hai dormito bene; certo che no! Come cazzo fai a dormire bene se sai che il giorno dopo devi andare a lavorare e incontri una serie di pirla che ti dicono tutti “buon giorno”.

E’ tutto ovvio, ed allora non capisco perche’ continuare a dire cose ovvie come quella che i fili sono sottili: anche qui e’ chiaro che i fili sono sottili, perche’ altrimenti sarebbero spaghi, e poi i fili non possono sorreggere per definizione, tant’e’ che poi c’e’ scritto che si rompono tutti.
Cazzate, tutto da rifare:
“Valle del cazzo dove puoi solo strisciare e non fare un passo, aspirare l’odore del fumo e sobbalzare quando te lo mettono nel culo correndo e cadendo lungo il declivio con le ginocchia sbucciate; in questo mondo del tutto normale dove tutti i morti sono attaccati a grosse corde che non si rompono manco per le palle e allora sì che sei morto perche’ ti hanno ciulato dicendo: son fili d’amore.”

3.9.91

 
 
 
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